Gestioni pubbliche dell'Acqua

 

aggiornamenti ad Agosto 2008

 

 

L’acqua è un bene essenziale per la vita. Per questo l’acqua non può essere trasformata in merce. Eppure c’è chi vorrebbe privatizzarla, cioè darla in gestione a società private, come già avvenuto negli ultimi anni in molte parti del Mondo e d’Italia!

 

Vediamo la situazione in Italia e in Lombardia:

 

In ITALIA: La legislazione italiana in materia di servizi idrici, a partire dalla legge Galli del 1994, è assai intricata ed in molti casi, laddove applicata, ha portato alla privatizzazione e alla cessione della gestione a società legate alle grandi multinazionali dell'acqua, tra cui Suez Lyonnaise des Eaux o Veolia.

Nel 2007 il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha presentato al Parlamento una legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell’acqua.  Nei primi 6 mesi del 2007 sono state raccolte più di 400.000 firme a sostegno della legge popolare, che ha come principio quello di escludere l’acqua da qualsiasi logica di mercato, mantenendone la gestione pubblica e ripubblicizzandola laddove (Toscana, Umbria, Lazio, …) è stata nel frattempo privatizzata! info www.acquabenecomune.org

Ad agosto 2008 il Parlamento ha approvato la Legge 133/2008, di conversione del D.L. 112/2008, che all'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) dispone le modalità di affidamento dei servizi pubblici, tra cui l'acqua. Al comma 2 si prevede che "il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, ...mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, ...", vale a dire la privatizzazione di tutti i servizi pubblici! Al comma 3 si prevede, con deroga "condizionata", che "l'affidamento può avvenire nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria."; tra questi principi sembrerebbe consentito l'affidamento "in house". Contro l'effetto privatizzazione della nuova Legge, ora la questione è anche battersi affinché il servizio idrico sia definito non di rilevanza economica, ma di interesse generale.

 

In LOMBARDIA: Ad agosto 2006 il Consiglio Regionale ha approvato la nuova legge regionale sui servizi pubblici (tra cui appunto l’acqua) che, unica al Mondo, obbliga a mettere a gara l’erogazione dei servizi idrici. La legge è stata scritta da questo signore: Raffele Tiscar che è oggi Direttore Generale della Direzione Reti e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Lombardia. In passato ha ricoperto ruoli sia come manager pubblico e privato (CTS, Ondeo Suez, RWE Thames Water, Fiera Servizi Integrati), sia come consulente aziendale. Suez, RWE Thames Water sono rispettivamente la 1^ e la 3^ più grande multinazionale al mondo dell'acqua. Se applicata, la legge regionale obbligherebbe gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali, formati dalle Amministrazioni Comunali e Provinciali) a privatizzare l’acqua. Ma una legge regionale non può derogare ad una norma nazionale. Tant’è che il Governo Prodi aveva impugnato per incostituzionalità la medesima legge regionale. Il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua ha lanciato un Appello per l'Acqua Pubblica in Lombardia. A partire da luglio 2007 alcuni Comuni della Lombardia hanno votato la proposta di un Referendum abrogativo delle parti della legge regionale che obbligano a privatizzare i servizi idrici. Ben 143 comuni lombardi hanno votato il Referendum, tra cui i comuni di Bergamo e Lodi. Il Referendum è stato ritenuto ammissibile il 5 febbraio 2008 dal Consiglio Regionale.

Nel frattempo gli ATO lombardi possono decidere liberamente per la gestione pubblica.

 

Vediamo ora la situazione negli ATO idrici del nostro territorio:

 

A.T.O. di COMO: Il 26 febbraio 2007 l'ATO di Como ha approvato (col solo voto contrario del Comune di Maslianico) l'accordo con la Regione Lombardia che prevede la suddivisione tra gestione ed erogazione e, gravissimo, la messa a gara dell'erogazione. Questa decisione avvia la strada della privatizzazione dell'acqua in provincia di Como! 

E pensare che nel corso del 2006 i Consigli Comunali di Erba e di Como si erano espressi per la gestione totalmente pubblica dell’acqua. 

All’interno di “Territorio Precario” e come Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica (di cui il Circolo Ambiente fa parte) abbiamo avviato specifiche iniziative per il sostegno della gestione totalmente pubblica dell’acqua.
A giugno 2008 l'ATO ha invitato i Comuni della provincia a votare nei Consigli Comunali il Protocollo d'Intesa per l'adesione alla società patrimoniale Como Acqua s.r.l.. Abbiamo preparato degli emendamenti per cancellare la possibilità che nella nuova società possano entrare i privati. 

 

A.T.O. di LECCO: Il 23 aprile 2007 l’ATO di Lecco ha approvato una delibera con cui si divide la gestione dall'erogazione (come prevede la legge regionale "incostituzionale"), avviando nel contempo il percorso di costituzione della società cui verrà affidata la proprietà e la gestione; tale società deriverà dall'aggregazione di alcune società pubbliche esistenti che gestiscono attualmente il servizio idrico. Furbescamente nella delibera nulla si dice in merito all'affidamento dell'erogazione!

Questa decisione si pone in contrasto con quanto deliberato il 6 novembre 2006 dal Consiglio Provinciale di Lecco, quando era stata approvata la petizione presentata dal Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica (di cui il Circolo Ambiente fa parte): il Conisiglio si era espresso per l'affidamento della gestione ed erogazione dell'acqua ad una società pubblica "in house". La stessa delibera era stata votata anche dai Consigli Comunali di Bulciago, Calco e Civate, ma in sede di ATO i rispettivi sindaci se ne sono ... dimenticati.
A luglio 2008 la società Lario Reti Holding ha invitato i Comuni (soci) della provincia a votare nei Consigli Comunali la costituzione della società patrimoniale Idrolario s.r.l.. Abbiamo preparato degli emendamenti per consentire alla nuova società di effettuare anche l'erogazione, in modo che l'intero ciclo dell'acqua resti in mani totalmente pubbliche. 

 

 

Chi fosse interessato a seguire la questione acqua (legge popolare, referendum lombardo, situazione ATO, ecc), ci contatti a: info@circoloambiente.org .