Gestioni
pubbliche dell'Acqua
aggiornamenti
a Giugno 2009
L’acqua è un bene
essenziale per la vita. Per questo l’acqua non può essere trasformata in merce.
Eppure c’è chi vorrebbe privatizzarla, cioè darla in gestione a società
private, come già avvenuto negli ultimi anni in molte parti del Mondo e
d’Italia!
Vediamo la situazione in Italia e
in Lombardia:
In ITALIA: La legislazione italiana in materia di servizi idrici, a partire dalla legge Galli del 1994,
è assai intricata ed in molti casi, laddove applicata, ha portato alla privatizzazione e alla cessione della gestione a società legate alle
grandi multinazionali dell'acqua, tra cui Suez Lyonnaise des Eaux o Veolia-Vivendi.
Nel 2007 il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
ha presentato al Parlamento una
legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica
dell’acqua. Nei primi 6 mesi del 2007 sono state raccolte
più di 400.000 firme a sostegno della legge popolare, che ha come principio quello
di escludere l’acqua da qualsiasi logica di mercato, mantenendone la gestione
pubblica e ripubblicizzandola laddove (Toscana, Umbria, Lazio, …) è stata nel
frattempo privatizzata! info
www.acquabenecomune.org
Ad agosto 2008 il Parlamento ha approvato la Legge 133/2008, di conversione del D.L. 112/2008,
che all'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) dispone le modalità di affidamento dei servizi pubblici, tra cui l'acqua.
Al comma 2 si prevede che "il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, ...mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, ...",
vale a dire la privatizzazione di tutti i servizi pubblici! Al comma 3 si prevede, con deroga "condizionata", che "l'affidamento può avvenire
nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria."; tra questi principi sembrerebbe consentito l'affidamento diretto a soggetti totalmente pubblici (enti di diritto pubblico o società "in house").
Contro l'art. 23 bis è stato presentato ricorso di incostituzionalità da parte delle Regioni Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.
Contro l'effetto privatizzazione della nuova Legge, ora l'obiettivo è anche quello di battersi affinché il servizio idrico sia definito non di rilevanza economica, ma di interesse generale.
In LOMBARDIA: Ad agosto 2006 il Consiglio Regionale aveva approvato la legge
regionale n. 18/2006 sui servizi pubblici che obbligava a mettere a gara l’erogazione dei servizi idrici.
Alla scrittura della legge ha contribuito questa persona:
Raffaele Tiscar che è oggi Direttore Generale della Direzione Reti e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Lombardia; in passato ha ricoperto ruoli sia come manager pubblico e privato (CTS, Ondeo Suez, RWE Thames Water, Fiera Servizi Integrati), sia come consulente aziendale.
Suez, RWE Thames Water sono rispettivamente la 1^ e la 3^ più grande multinazionale privata al mondo dell'acqua.
La legge regionale 18/2006 spianava la strada alla privatizzazione dell’acqua in tutta la Lombardia.
Ma nell'ottobre 2006 il Governo Prodi aveva impugnato per incostituzionalità la medesima legge regionale.
Contemporaneamente il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua aveva lanciato un
Appello per l'Acqua Pubblica in Lombardia.
A partire da luglio 2007 molti Comuni della Lombardia hanno votato la proposta di
un Referendum abrogativo delle parti della legge regionale 18/2006
che obbligavano a privatizzare i servizi idrici. Ben 144 consigli comunali lombardi hanno votato il Referendum, tra cui i comuni di Bergamo e Lodi.
Il Referendum è stato ritenuto ammissibile il 5 febbraio 2008 dal Consiglio Regionale.
L'azione dei comuni referendari ha portato, il 27 gennaio 2009, alla modifica della legge regionale 18/2006:
ora gli ATO lombardi possono decidere autonomamente per l'affidamento diretto "in house" dell'intero servizio idrico a società totalmente pubbliche.
Leggi il comunicato del Contratto Mondiale Acqua del 20.05.2009 dal titolo: ''Acqua pubblica in Lombardia: si può e si deve!''.
Sull'illegittimità della legge regionale sull'acqua pendono i ricorsi alla Corte Costituzionale presentati dai Governi Prodi (2006) e Berlusconi (2009) e le sentenze dell'Antitrust del marzo 2009 e del Co.Vi.R.I. del maggio 2009.
Vediamo ora la situazione negli
ATO idrici del nostro territorio:
A.T.O. di COMO: Il 26 febbraio 2007
l'ATO di Como ha approvato (con solo 1 voto contrario...)
l'accordo con la Regione Lombardia che prevede la suddivisione tra gestione ed erogazione
e, gravissimo, la messa a gara dell'erogazione. Questa decisione
avvia la strada della privatizzazione dell'acqua in provincia di Como!
E pensare che nel corso del 2006
i Consigli Comunali di Erba e di Como si erano espressi per la gestione totalmente
pubblica dell’acqua.
All’interno di “Territorio Precario”
e come Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica (di cui il Circolo Ambiente fa parte)
abbiamo avviato specifiche iniziative per il sostegno della gestione totalmente pubblica
dell’acqua.
A giugno 2008 l'ATO ha invitato i Comuni della provincia a votare nei Consigli Comunali il Protocollo d'Intesa per l'adesione alla società patrimoniale Como Acqua s.r.l..
Abbiamo preparato degli emendamenti per cancellare la possibilità che nella nuova società possano entrare i privati.
Leggi il comunicato del Comitato Comasco Acqua Pubblica del 05.02.2009 dal titolo: ''In provincia di Como l’Acqua deve restare in mani pubbliche''
A.T.O. di LECCO: Il 23 aprile 2007 l’ATO di Lecco
ha approvato una delibera con cui si divide la gestione dall'erogazione (come prevedeva la precedente legge regionale 18/2006, poi modificata grazie alla proposta di Referendum),
avviando nel contempo il percorso di costituzione delle società per la gestione e per l'erogazione (quest'ultima però sarà messa a gara!); tali società derivano dall'aggregazione di alcune società pubbliche esistenti
che già in precedenza gestivano il servizio idrico. Furbescamente nella delibera nulla si dice in merito all'affidamento dell'erogazione!
Questa decisione si è posta in contrasto con quanto deliberato il 6 novembre 2006
dal Consiglio Provinciale di Lecco, quando era stata approvata la petizione presentata dal Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica
(di cui il Circolo Ambiente fa parte): il Conisiglio si era espresso per l'affidamento della gestione ed erogazione dell'acqua
ad una società pubblica "in house".
La stessa delibera era stata votata anche dai Consigli Comunali di Bulciago, Calco e Civate, ma in sede di ATO i rispettivi sindaci se ne sono ... dimenticati.
Nel 2008 la società Lario Reti Holding ha invitato i Comuni (soci) della provincia a votare nei Consigli Comunali la costituzione della società patrimoniale Idrolario s.r.l..
Come Comitato Lecchese Acqua Pubblica avevamo preparato degli emendamenti per consentire alla nuova società di effettuare anche l'erogazione,
in modo che l'intero ciclo dell'acqua restasse in mani totalmente pubbliche.
Leggi il comunicato del Comitato Lecchese Acqua Pubblica del 02.03.2009 dal titolo: ''In provincia di Lecco l’Acqua sarà messa sul mercato?''
Chi fosse interessato a seguire la
questione acqua (legge popolare, referendum lombardo, situazione ATO, ecc), ci contatti a: info@circoloambiente.org .